Angela nacque a Foligno nel 1248 da nobile famiglia. Nella giovinezza si lasciò andare alla mondanità; ma, dopo essersi recata ad Assisi ed aver avuto esperienze mistiche avviò un’intensa attività apostolica per aiutare il prossimo e soprattutto i suoi concittadini affetti da lebbra. Una volta morti marito e figli diede tutti i suoi averi ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano: da quel momento visse in modo cristocentrico; assidua nella meditazione della Passione del Signore, lasciò notevoli scritti di vita spirituale, che le meritarono reputazione di grande mistica. Morì il 4 gennaio 1309 e venne sepolta a Foligno nella chiesa di san Francesco.

Il suo culto fu confermato da Clemente XI, mentre il 9 ottobre 2013 Papa Francesco, accogliendo la relazione del Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha iscritto Angela da Foligno nel catalogo dei Santi, estendendone il Culto liturgico alla Chiesa Universale.

«Io non ti ho amata per scherzo».

[…] avvenne nell’anima una locuzione divina che diceva: «Io non ti ho amata per scherzo». E allora quella parola fu per me come un colpo di dolore mortale, perché immediatamente si aprirono gli occhi dell’anima, e vedevo che era verissimo quello che diceva, e vedevo gli effetti di questo amore, e vedevo tutto ciò che fece questo Figlio di Dio per questo amore, e vedevo tutto ciò che sopportò in vita e in morte questo Dio e uomo passionato per questo indicibile amore e comprendevo che quella parola era verissima in lui, perché mi ha amata non per scherzo ma con perfettissimo e tenero amore, così vedevo tutto il contrario in me, io non lo amavo se non per scherzo e in modo non vero. E vedere questo era per me una pena mortale e un dolore talmente intollerabile che credevo di morire.

Proponiamo di seguito 2 testi della mistica francescana, uno riguardante il mistero dell’Incarnazione, l’altro, la necessità della preghiera.

Dagli «Scritti spirituali» della beata Angela: sua ultima lettera.

Mistero dell’Incarnazione principio della nostra salvezza

Mio Dio, fammi degna di conoscere l’altissimo mistero che proviene dell’infuocato e ineffabile tuo amore e dall’amore delle tre Persone della Trinità, il mistero cioè della tua santa Incarnazione, da cui ebbe inizio la nostra salvezza. L’Incarnazione compie in noi due cose: la prima è che ci riempie d’amore; la seconda che ci rende certi della nostra salvezza. O carità che nessuno può comprendere! O amore al di sopra del quale non c’è amore maggiore: il mio Dio si è fatto carne per farmi Dio! O amore sviscerato: hai disfatto te per far me nel momento in cui ti rivestivi della nostra carne. Hai disfatto te: non certo nel senso che da te e dalla tua divinità sia venuto a mancare qualcosa! L’abisso del tuo farti Uomo strappa alle mie labbra parole appassionate! Tu, l’Incomprensibile, ti sei fatto comprensibile; Tu, l’Increato, ti sei fatto creatura; Tu, l’Inconcepibile, divenuto concepibile; Tu, purissimo spirito, ti fai toccare dalle mani degli uomini! Dio, fammi degna di gettare uno sguardo nella profondità di questo altissimo amore che hai voluto mettere in comune con noi nella tua Incarnazione. Fammi degna, Dio increato, di conoscere il fondo del tuo amore e di comprendere la tua ineffabile carità, che hai messo in comune con noi quando in essa ci hai mostrato il tuo Figlio Gesù Cristo e il tuo Figlio ci ha rivelato te come Padre. Fammi degna, Signore, di conoscere e comprendere il tuo inestimabile amore nei nostri riguardi; fammi capace di penetrare la tua inestimabile e infuocata carità, congiunta a quell’amore profondo con cui da sempre hai prescelto il genere umano a godere della tua visione. O Essere sommo, fammi degna di comprendere questo dono che supera ogni altro dono: tutti gli angeli e i santi non provano altra felicità che nel vederti, nell’amarti e nel contemplarti! O dono che è sopra ogni dono, perché tu sei lo stesso Amore! O sommo Bene, ti sei degnato di farti conoscere come Amore, e ci fai amare questo Amore. Tutti quelli che verranno alla tua presenza, saranno appagati secondo l’amore che ti portarono. Nient’altro conduce le anime contemplative alla contemplazione estatica, se non il vero amore.

Testo della beata Angela sulla necessità della preghiera.

Senza la luce di Dio nessun uomo si salva.
Essa fa muovere all’uomo i primi passi;
essa lo conduce al vertice della perfezione.
Perciò, se vuoi cominciare a possedere questa luce di Dio, prega;
se sei già impegnato nella salita della perfezione
e vuoi che questa luce in te aumenti, prega;
se sei giunto al vertice della perfezione
e vuoi ancora luce per poterti in essa mantenere, prega;
se vuoi la fede, prega;
se vuoi la speranza, prega;
se vuoi la carità, prega;
se vuoi la povertà, prega;
se vuoi l’obbedienza, la castità, l’umiltà,
la mansuetudine, la fortezza, prega.
Qualunque virtù tu desideri, prega.
E prega leggendo nel libro della vita,
cioè nella vita del Dio-Uomo Gesù,
che fu tutta povertà, dolore,
disprezzo e perfetta obbedienza.

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